Info Progetto

  • Stazione Appaltante
    MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÁ CULTURALI E DEL TURISMO
    Segretariato Regionale del MiBACT per La Puglia
  • Oggetto dei Lavori
    Recupero e valorizzazione del Parco Archelogico di Siponto in Manfredonia (FG)
  • Responsabile Unico del Procedimento
    Luigi LA ROCCA
    Soprintendenza Archeologica della Puglia
  • Direttore dei Lavori
    Arch. Francesco LONGOBARDI
    Segretariato Regionale del MiBACT per la Puglia
  • Direzione scientifica
    Anna Maria TUNZI
    Soprintendenza Archeologica della Puglia
  • Periodo di esecuzione delle opere
    22.01.2015 - 12.08.2016
  • Importo complessivo dei lavori
    € 3.529.753,73

Settori di Attività

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIPONTO, Manfredonia (FG)

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L’intervento di restauro e valorizzazione ha riguardato in prevalenza la basilica paleocristiana di Santa Maria, i cui resti sono situati nelle adiacenze della basilica romanica di Santa Maria Maggiore posta all’interno dell’area archeologica di Siponto, nei pressi di Manfredonia (FG). Nel corso dei lavori è stata effettuato un attento studio fi lologico volto ad una completa rilettura delle strutture antiche e alle relazioni tra le stratifi cazioni intercorse, supportate da mirate verifi che archeologiche che hanno consentito la realizzazione di un aggiornato rilievo propedeutico alle attività di restauro. L’intervento conservativo ha interessato il consolidamento e il ripristino delle tessiture murarie antiche e la sistemazione dei “vuoti” lasciati irrisolti dai vecchi interventi di scavo. Si è ritenuto di conferire un particolare contenuto culturale all’intervento e di valorizzazione del sito attraverso la ricostruzione dei volumi della chiesa, naturalmente defi niti nell’articolazione planimetrica e nelle dimensioni sulla base di criteri rigorosamente fi lologici. Attraverso il ricorso all’estro creativo dell’artista Edoardo Tresoldi, che ha realizzato una istallazione permanente in rete metallica, si è ottenuto il risultato di suggerire terza dimensione e volumetrie, rendendo l’impianto della basilica comprensibile al vasto pubblico e riducendo l’impatto tra la “nuova” basilica e la prospiciente chiesa romanica. L’intervento è stato realizzato su superfi ci di sacrifi cio poste al di sopra delle strutture antiche che hanno assolto a funzione protettiva delle creste murarie e consentito che l’ancoraggio dell’ installazione non interferisse in alcun modo con il monumento archeologico, assicurando al contempo la reversibilità dell’intervento.

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